Il sottosegretario del governo italiano Francesca Barracciu annuncia in maniera pomposa l’ottenimento di un finanziamento di 2 milioni di euro per i giganti di Mont’e Prama. Ugo Cappellacci, ex presidente della Regione Sardegna, ribatte immediatamente accusando la Barracciu di aver semplicemente “sparato una bufala” e rivelando che tale finanziamento era stato ottenuto dalla sua giunta nel 2012 come dimostrerebbe la delibera 33/2 del 31.7.2012.

In questo piccolo scambio sta tutta la perversione del sistema politico dipendentista. I cittadini trovandosi di fronte a simili contenziosi tendono a schierarsi a favore dell’uno o dell’altro a seconda delle simpatie di parte. Tuttavia se si guardasse con attenzione alla questione entrambi – Francesca Barracciu e Ugo Cappellacci- stanno semplicemente prendendosi gioco dei sardi e della loro buona fede.

Lo fanno giocando sull’ignoranza della gente e sul poco tempo che i cittadini hanno per approfondire fonti e origine dei finanziamenti.
Se si leggono con attenzione i documenti, si scopre che tali risorse provengono dal Fondo di Coesione e Sviluppo (FCS). Tale fondo, frutto di una “illuminata” operazione a firma Monti-Barca, è stato alimentato con risorse prelevate da numerose misure dei fondi strutturali europei spettanti alle regioni meridionali dell’Italia ed alla Sardegna nel settennio 2007-2013 (POR FESR nello specifico).

Va detto che la Sardegna ha aderito alla costituzione di tale fondo per sua scelta con un accordo, a nostro avviso scellerato, tra regione e governo. Così sono stati decurtati i budget di numerosissime azioni del POR FESR 2007-2013 che avrebbero dovuto finanziare interventi nei comuni per lo sviluppo locale a tutto vantaggio di questo fondo che mirava a ridefinire priorità di investimento e operazioni da finanziare sulla base dei programmi del governo in carica. Tali risorse sono quindi tornate in parte su obiettivi vincolati e definiti come se si trattasse di risorse concesse per benevolenza dello stato.

Insomma, semplificata al massimo la questione: quei soldi di cui si parla non sono risorse stanziate dallo stato ma sono soldi nostri, tolti ai comuni, alle nostre imprese e ai servizi. Francesca Barracciu e Ugo Cappellacci provano a far credere che sia merito loro l’arrivo di tali fondi o della lungimiranza delle azioni programmatorie mentre tali risorse sono il frutto dell’incapacità pianificatoria nella gestione dei fondi europei e sono il segno che in Sardegna è sempre più necessaria una nuova classe dirigente nazionale in grado di costruire passo per passo il benessere del nostro popolo.

L’alternativa è continuare ad assistere a teatrini privi di senso con attori che dimostrano un dubbio buon gusto.

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