Di ProgReS Aristanis

Se da un lato la campagna mediatica che si è scatenata attorno agli scavi, predisposti dalla Sovrintendenza ai beni culturali, ha portato sicuramente dei vantaggi in termini di visibilità per il territorio, la Sardegna e la narrazione stessa dei Giganti, dall’altro mette impietosamente a nudo i limiti e la superficialità delle istituzioni, in primis della RAS e della amministrazione del comune di Cabras, i quali hanno cavalcato allegramente l’onda mediatica che ha contribuito a portare migliaia di turisti e cittadini sardi in visita nei rispettivi musei di Cagliari e Cabras -dove la collezione di statue si trova purtroppo divisa– ma la cosa sconcertante è che non hanno minimamente pensato al fatto che un simile battage mediatico, che di volta in volta annunciava nuovi ritrovamenti di statue, tombe integre e quant’altro, avrebbe attirato tombaroli. Alla luce di quanto successo per loro vale il detto: chi ha il pane non ha i denti.

ProgReS Progetu Repùblica de Sardigna giudica inamissibile la violazione ad opera di tombaroli verificatasi all’interno dell’area archeologica di Monti Prama nel Sinis. Ricordiamo solo che Monti Prama, è quel sito che ha riportato alla luce le statue dei meravigliosi guerrieri in arenaria, arcieri e pugilatori, è quel sito che ha consegnato alla nazione sarda e a tutto il mondo la prima forma di statuaria del mediterraneo, antecedente a quella greca, finora ritenuta la più antica. Stiamo parlando di un sito capace di riscrivere la storia del mediterraneo nell’età del bronzo.  

Per questo con il capo gruppo di ProgReS in Provincia, Sebastian Madau il coordinamento politico di Oristano annuncia un ordine del giorno urgente sui gravi fatti di Monti Prama, all’indirizzo del presidente de Seneen, che impegni la giunta affinché chieda chiarimenti e un impegno concreto per la immediata messa in sicurezza del sito archeologico alle autorità competenti.

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